11/05/2026 Yassin Doderer
Nel quadro delle politiche nazionali, l’intelligenza artificiale è riconosciuta come uno strumento chiave per sostenere lo sviluppo sostenibile, contribuendo a migliorare le dimensioni ambientali, economiche e sociali. In particolare, l’Italia è chiamata a promuovere un utilizzo dell’AI orientato alla generazione di valore sostenibile e inclusivo, rafforzando la propria strategia attraverso una governance coerente e integrata. Ciò implica l’adozione di politiche regolatorie efficaci, incentivi agli investimenti e strumenti innovativi capaci di favorire soluzioni sostenibili. L’AI può infatti supportare ambiti cruciali come l’efficienza energetica, la gestione delle risorse e l’ottimizzazione dei sistemi produttivi. In questa prospettiva, essa rappresenta una leva strategica per il raggiungimento degli obiettivi dell’Agenda 2030 (MISE, 2019).
Capitolo 1 – La situazione idrica in Italia
1.1 Stato delle risorse idriche
La disponibilità e l’utilizzo delle risorse idriche rappresentano un elemento centrale per la sostenibilità ambientale in Italia. Un indicatore rilevante per valutare il livello di pressione esercitata sulle risorse idriche è il Water Exploitation Index Plus (WEI+), che misura il rapporto tra i prelievi di acqua e la disponibilità naturale della risorsa. Secondo le valutazioni condotte da ISPRA e ISTAT, valori superiori al 20% indicano condizioni di stress idrico.

Nel periodo 2015–2019, il territorio italiano ha evidenziato livelli significativi di pressione sulle risorse idriche, con particolare criticità nel distretto del fiume Po, dove il valore del WEI+ ha raggiunto il 29,1%. Le condizioni di stress risultano ancora più accentuate su base stagionale: nel trimestre estivo (luglio–settembre), circa il 66,4% del territorio nazionale si trova in una situazione di stress idrico grave (WEI+ superiore al 40%). Alcune aree, come il distretto idrografico della Sicilia, presentano valori estremamente elevati, fino al 93,5%, indicando una forte difficoltà nel soddisfare la domanda idrica.
Tali dati evidenziano come la disponibilità di acqua in Italia sia fortemente influenzata sia da fattori climatici, come gli eventi di siccità, sia dall’intensità dei prelievi per usi civili, agricoli e industriali. Anche in anni caratterizzati da una maggiore disponibilità idrica complessiva, la pressione esercitata dalle attività umane rimane un fattore determinante nel definire il livello di stress delle risorse.
1.2 Le sfide idriche attuali
Oltre alla pressione strutturale sulle risorse, l’Italia si confronta con una crescente variabilità delle condizioni idriche, caratterizzata dall’alternanza tra periodi di scarsità e fenomeni di eccesso. Secondo analisi diffuse da ANSA, il Paese è classificato tra quelli con elevato stress idrico, con una particolare esposizione delle regioni del Centro e del Sud. A livello globale, il contesto appare ulteriormente critico: una quota crescente della popolazione mondiale vive già in condizioni di elevato stress idrico e la domanda di acqua è destinata ad aumentare nei prossimi decenni. In questo scenario, la gestione sostenibile delle risorse idriche emerge come una sfida prioritaria, che richiede interventi mirati sul piano della governance, dell’efficienza e dell’innovazione tecnologica.
Capitolo 2 – L’impatto idrico dell’intelligenza artificiale
2.1 Infrastrutture dell’AI e consumo d’acqua
“Artificial intelligence is changing every sector of society, but its rapid growth comes with a real footprint in energy, water and carbon,” (Nutt, 2025).
Lo sviluppo dell’intelligenza artificiale è strettamente connesso all’espansione delle infrastrutture digitali, in particolare dei data center, che costituiscono la base operativa per l’elaborazione e l’archiviazione dei dati. Il funzionamento di tali strutture richiede non solo un elevato consumo energetico, ma anche un utilizzo significativo di risorse idriche, impiegate principalmente nei processi di raffreddamento dei server. In particolare, l’acqua viene utilizzata per dissipare il calore generato dalle attività computazionali, rendendo l’intelligenza artificiale una tecnologia caratterizzata da un consumo idrico rilevante, spesso meno evidente rispetto a quello energetico (Nutt, 2025) .
2.2 Dati empirici e proiezioni
L’impatto idrico dell’intelligenza artificiale è stato analizzato in modo quantitativo da studi recenti condotti da Cornell University e pubblicati su Nature Sustainability. Secondo tali ricerche, entro il 2030 il consumo annuo di acqua associato alle infrastrutture di AI negli Stati Uniti potrebbe raggiungere valori compresi tra 731 e 1.125 milioni di metri cubi (Xiao et al., 2025).
Parallelamente, lo stesso studio evidenzia un aumento significativo delle emissioni di CO₂, comprese tra 24 e 44 milioni di tonnellate annue, sottolineando la stretta interconnessione tra consumo idrico, energetico e impatto climatico (Xiao et al., 2025) . A livello globale, ulteriori stime indicano che il consumo idrico dei data center potrebbe raggiungere circa 5 miliardi di metri cubi entro il 2027, confermando la rapida crescita della domanda di risorse legata allo sviluppo dell’intelligenza artificiale(European Commission, Science for Environment Policy, 2026) .
2.3 Localizzazione e implicazioni territoriali
Un fattore determinante nell’analisi dell’impatto idrico dell’AI è rappresentato dalla localizzazione dei data center. Studi recenti evidenziano come la concentrazione di queste infrastrutture in aree caratterizzate da scarsità idrica possa amplificare la pressione sulle risorse locali, aggravando situazioni di stress idrico già esistenti (Nutt, 2025) .
Al contrario, la scelta di collocare i data center in regioni con maggiore disponibilità idrica, unita all’adozione di tecnologie più efficienti, può contribuire a ridurre significativamente il consumo complessivo. In particolare, strategie integrate basate su una migliore localizzazione, sulla decarbonizzazione energetica e sull’ottimizzazione operativa possono portare a una riduzione del consumo idrico fino all’86% rispetto agli scenari più critici (Xiao et al., 2025) .
Capitolo 3 – Strategie e sviluppi sostenibili
3.1 Tecnologie innovative per la gestione dell’acqua
La crescente domanda di risorse idriche legata allo sviluppo dell’intelligenza artificiale ha stimolato la ricerca di soluzioni tecnologiche orientate alla riduzione dell’impatto ambientale dei data center. In particolare, studi recenti evidenziano come il calore generato dalle infrastrutture digitali possa essere riutilizzato per processi utili, trasformando i data center da semplici consumatori di risorse a potenziali sistemi integrati di gestione energetica e idrica (European Commission, 2026) .
Tra le applicazioni più rilevanti vi è l’utilizzo del calore residuo per la purificazione dell’acqua, attraverso processi termici in grado di rendere potabile acqua marina o salmastra. Parallelamente, lo stesso calore può essere impiegato per tecnologie di cattura diretta della CO₂, contribuendo alla riduzione delle emissioni e al miglioramento dell’efficienza complessiva dei sistemi (European Commission, 2026) .
3.2 Verso data center sostenibili
“New research shows how data centres could become water-positive and carbon-negative, by using waste heat to power water purification and carbon capture – potentially reducing the environmental footprint of AI” (European Commission, 2026) .
Le analisi più recenti suggeriscono la possibilità di ripensare il ruolo dei data center in chiave sostenibile, superando il modello tradizionale basato su un elevato consumo di risorse. In questo contesto, emerge il concetto di data center “water-positive”, ovvero infrastrutture capaci di generare una quantità di acqua superiore a quella consumata, grazie all’integrazione di tecnologie di recupero e riutilizzo delle risorse (European Commission, 2026) .
Secondo tali studi, l’adozione di sistemi avanzati di gestione del calore e dell’energia potrebbe consentire, in prospettiva, di trasformare il funzionamento dei data center, rendendoli parte attiva nella produzione di risorse. In particolare, viene evidenziato come un utilizzo efficiente dell’energia computazionale possa contribuire simultaneamente alla rimozione di anidride carbonica dall’atmosfera e alla produzione di acqua, indicando nuove possibili traiettorie per lo sviluppo sostenibile delle infrastrutture digitali (European Commission, 2026) .
3.3 Prospettive globali
Nonostante le potenzialità offerte dalle innovazioni tecnologiche, il rapido sviluppo dell’intelligenza artificiale continua a porre sfide rilevanti in termini di sostenibilità. Secondo analisi riportate da ANSA, la crescente diffusione dell’AI è associata a un aumento significativo del consumo di acqua, con stime che indicano un possibile prelievo globale compreso tra 4,2 e 6,6 miliardi di metri cubi entro il 2027 .
Tale incremento è legato principalmente all’espansione dei data center e all’utilizzo di sistemi di raffreddamento basati sull’acqua, necessari per sostenere l’elevata domanda di calcolo dei modelli di intelligenza artificiale. I dati mostrano inoltre come il consumo idrico delle principali aziende tecnologiche sia già in aumento, evidenziando una tendenza che potrebbe intensificarsi nel breve periodo .
BIBLIOGRAFIA:
- Ministero dello Sviluppo Economico (2019). Proposte per una strategia italiana per l’intelligenza artificiale. Elaborata dal Gruppo di Esperti MISE.
- ISPRA (2023). Water Exploitation Index Plus (WEI+). Indicatori ambientali sulle risorse idriche.
- Tommaso Tautonico (2023). Le sfide idriche italiane: tra scarsità e rischio climatico.
- David Nutt (2025). ‘Roadmap’ shows the environmental impact of AI data center boom. Cornell Chronicle.
- Tianqi Xiao, Nerini, F. F., Matthews, H. D., et al. (2025). Environmental impact and net-zero pathways for sustainable artificial intelligence servers in the USA. Nature Sustainability, 8, 1541–1553. https://doi.org/10.1038/s41893-025-01681-y
- European Commission (2026). Science for Environment Policy: AI data centre waste heat and water sustainability. Directorate-General for Environment.
- ANSA (2024). Dall’intelligenza artificiale enorme impatto ambientale: in aumento il consumo d’acqua delle Big Tech. Bruxelles, 29 febbraio 2024.

